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Le auto coi peggiori nomi della storia: quando non contano solo i contenuti.

Il nome conta. E non poco. Specialmente se si parla di nomi di persone o di prodotti commerciali.
Specialmente in una società dove si guarda molto all'apparenza, poco importa se hai un QI di 140 e somigli a Brad Pitt ma ti chiami Asdrubale Paolo.
 Lo stesso vale per i prodotti commerciali: secondo voi se l'iPhone si chiamava "Gnagnagna" avrebbe riscosso lo stesso successo?
Da tale regola non si esclude nemmeno il mondo dell'auto: di fronte a modelli di successo con nomi accattivanti come "Aventador", "Skyline", "Integra" e così via, ci sono dei modelli con dei nomi davvero imbarazzanti che non hanno riscosso il successo programmato dalla casa costruttrice nonostante alcuni di questi fossero davvero degli ottimi prodotti.
In questo articolo mi occuperò proprio di questi pezzi di storia (loro malgrado) con la consueta ironia che mi contraddistingue e che piace tanto ai lettori di Throttle Addicted.

Iniziamo con la prima, la mitica Ford Pinto.
Questo modello di Ford era noto a molti per la sua strana collocazione del serbatoio che comportava il rischio di saltare in aria in caso di tamponamento. Da solo questo problema potrebbe bastare per decretare l'insuccesso del modello, ma evidentemente in Ford non erano contenti. Decisero di usare il nome Pinto, che magari in tutto il mondo non ha alcun senso. Non in Portogallo e in Brasile, però.
In portoghese, "Pinto", sta per "uccello", ma non inteso in senso ornitologico, bensì nell'altro senso, quello volgare. Immaginate la vergogna di un portoghese che girava per Lisbona od Oporto con questa Ford Pinto. Non solo doveva sperare che nessuno lo tamponasse da dietro per non diventare un "bomber" senza meriti sportivi (e non mi riferisco alla pagina di Facebook), ma doveva pure sorbirsi gli sfottò dei passanti che leggevano il nome Pinto e gli ridevano dietro.
Insomma, la Pinto univa il brivido del rischio con l'umiliazione pubblica dovuta al suo nome.
Un'auto del Pinto, insomma.

Sempre continuando con la casa dell'ovale blu, adesso è il turno della mitologica Ford Orion.
Già era brutta di suo, con quello stile da Ford Escort stirata col mattarello, poi i geni di Ford ci mettono un nome che qui in Italia, da Leinì
a Mazara del Vallo fa venire in mente una sola rima, che non è aquilone. Mettetevi sempre nei panni del proprietario di un'auto, per comprendere meglio la situazione drammatica di cui è, suo malgrado, il protagonista. Questi esce dal concessionario, tutto contento per la sua fiammante Orion e si dirige al bar dai suoi amici. Tutti contenti, gli amici guardano l'auto parcheggiata dall'altro lato della strada e gli dicono:"Complimenti Giacomo per la tua nuova Ford Escort, grande acquisto!" e il proprietario, Giacomo (nome inventato) li corregge con tutta la fierezza data dalla gioia dell'acquisto:"No ragazzi, quella è una Orion!".
E' inutile dire che, tra le risate generali, il proprietario se ne torna a casa sconsolato e maledice il momento dell'acquisto della sua (fino a poche ore prima) amata Orion.

Sempre quei mattacchioni di Ford, in quegli anni, commercializzavano la Escort. Il bello è che lo sanno anche i sassi che "escort", tradotto dall'inglese, significa "prostituta d'alto bordo". Il bello è che l'inglese è una delle lingue con maggiore diffusione nel mondo, quindi immaginate alla presentazione del modello le risate generali della gente, o la delusione di alcuni che magari si aspettavano davvero delle prostitute che si mettevano a fare servizietti. Nonostante tutto, la bontà complessiva dell'auto fa chiudere un occhio su questo piccolo "difetto".

Sulla Fiesta nemmeno mi soffermo più di tanto. Mi ritornano in mente le freddure del tipo:
-"Per merenda ho mangiato una Fiesta"
Una Fiesta ST. ST in inglese sta per "Sanitary Towel", ossia assorbente intimo
-"Si? E riesci a digerire i pneumatici? A me rimangono sullo stomaco."
E penso che certa gente (me compreso) si diverte proprio con poco.

Sempre rimanendo negli USA, non si può non citare la Buick Lacrosse. Per molti, il Lacrosse è uno sport incomprensibile senza regole chiare (come nella maggior parte degli sport made in USA) al quale giocano principalmente le ragazze. Fortunatamente questo modello non è mai uscito al di fuori dei confini nazionali e non è mai finito in paesi francofoni. Lacrosse in francese volgare significa "adolescente che si tocca". Ve lo immaginate se importavano davvero la Lacrosse in Francia? Vi immaginate tutti i ragazzini con i padri che comprano quest'auto e che ne parlano costantemente, dicendo più e più volte la parola "Lacrosse"? Già era imbarazzante per noi quando i genitori ci parlavano, una volta arrivati a 14-15 anni, di sesso e masturbazione e ci sentivamo in colpa perchè ci davamo dentro di polso, figuriamoci per i ragazzini francesi che potevano sentirsi dire certe cose in continuazione. Il rischio c'è stato, ma per fortuna non si è concretizzato.




Andiamo dall'altra parte del mondo, nella terra del Sol Levante. Generalmente i giapponesi sono gente pragmatica che non lascia nulla al caso, specialmente in tema di automobili. Purtroppo per loro, però, sono umani e ogni tanto si lasciano scappare qualche errore, anche da questo punto di vista.



Ci ha pensato Mitsubishi negli anni'80 introducendo sul mercato il Pajero. In merito alla vettura non c'è nulla da dire, probabilmente è uno dei migliori veicoli per l'off-road mai costruiti (insieme alla Land Rover Defender) ed è inarrestabile (ne ho uno in casa e non si ferma davanti a niente).
Il nome Pajero, in lingua spagnola, significa "segaiolo". Fortunatamente in Spagna e nei paesi di lingua spagnola è stata importata con un altro nome, Montero. Altrimenti immaginatevi le reazioni dello spagnolo (ma anche argentino, colombiano, ecc.) medio di fronte a una Mitsubishi Pajero e a un suo proprietario. E qui ritorniamo alle scene da bar che abbiamo già trattato prima con la Orion.
Il detto "tutto il mondo è paese" è quanto mai vero.

La perla però arriva dalla Mazda. Negli anni in cui hanno fatto conoscere al mondo le meraviglie del motore rotativo, in Mazda stavano sviluppando un piccolo SUV con un nome alquanto strano: Laputa.
Adesso non ci vorrà mica una laurea per capire cosa significhi questa parola. Anche questa, fortunatamente, non è mai stata importata al di fuori dei confini nazionali.
Anche se io avrei voluto vedere certe scene ai bar, tra gli amici in cui uno di questi tutto contento diceva:"Oh, raga, ho preso la macchina nuova." e gli amici di rimando:"Grandissimo! Quale?" e questo, ancora più felice:"Laputa!". In ogni compagnia di amici c'è il simpaticone di turno che in questi casi avrebbe detto:"Tua sorella!" dando vita a dei litigi che avrebbero avuto dell'epico.

In tempi più recenti, la Opel ha presentato il suo nuovo SUV urbano, la Mokka. Mokka in tedesco sta per "Moka". In Puglia, però, quando si dice "Mokka" viene spontaneo rispondere "a mammt" (l'espressione "Mokk a mammt" è riferita alla madre di qualcuno, non in senso buono) , specialmente nel barese. Chissà se ne avranno vendute in Puglia. Finora non ne ho viste girare dalle mie parti, e sono della provincia di Foggia (anche qui si usa
l'espressione "Mokk a mammt").



Un'altra che soffre delle influenze regionali è la Volkswagen Jetta. La Jetta è una vettura onesta basata sulla Golf, ma con carrozzeria a tre volumi. Probabilmente l'avranno venduta in tutto il mondo, a esclusione di un posto: la Campania. Jetta in napoletano, e nei dialetti campani in generale, significa "sfiga". Adesso collegate il fatto che i napoletani sono molto scaramantici e capirete perchè non ne vedrete mai girare una nella città patria della pizza.



Last but not least, la Opel Ascona. Conosciuta da molti soprattutto per la sua carriera nel mondiale rally, la Ascona era una vettura di segmento E prodotta da Opel per quasi 20 anni. Famosa agli occhi degli appassionati era la Ascona 400 Coupe che con Walter Rohrl al volante vinse nel 1980 il mondiale rally e con Tony Fassina vinse il campionato europeo nel 1982. Ascona è una località turistica svizzera che si trova a ridosso dell'omonimo lago, nel Canton Ticino.


Come molte altre, il doppiosenso è nella versione spagnola del nome. Ascona in spagnolo significa "genitali femminili" (detto in maniera edulcorata). Beh, magari in generale è un po' imbarazzante come nome, ma dato che sono un maschio, se fossi vissuto in Spagna o in uno dei paesi di lingua ispanica in cui è stata importata in quegli anni l'avrei presa.
Mi sarebbe piaciuto girare con un'auto che aveva il nome di una delle più grandi passioni dell'uomo (seconda forse solo alle auto). Purtroppo non sono spagnolo, e tantomeno, non ho vissuto la mia gioventù a cavallo tra gli anni'70 e gli anni'80. 

 Ma non dispero, con la nuova alleanza tra Fiat e Chrysler, aspetto con ansia un qualsiasi modello marchiato FCA. Magari una Punto G....P.L

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